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Quando parliamo di caldaie a condensazione stiamo direttamente affrontando il tema ecologico e del risaprmio energetico. Le caldaie a condensazione sono, infatti, le caldaie sul mercato più all'avanguardia ed ecologiche. Basti pensare che riescono ad ottenere rendimenti elevatissimi arrivando a coprire il 110% del consumo energetico. Utilizzando il calore latente di condensazione del vapore acqueo contenuto nei fumi di scarico, riducono le emissioni di ossidi di azoto e monossido di carbonio.

 

Vediamo brevemente il funzionamento di tali caldaie
Il processo consiste nel raffreddare i gas di scarico fino al punto di condensazione. Per condensazione intendiamo lo sfruttamento del calore prodotto dal vapore acqueo dell'aria calda dei fumi e sua successiva trasformazione in energia calorica.

Nelle caldaie tradizionali, il vapore acqueo ricavato dal processo di combustione viene disperso attraverso il camino: la quantità di calore in esso contenuta, anche detta calore latente, rappresenta un alta percentuale di energia dispersa e dunque irrecuperabile.
E' proprio a partire dal recupero del calore latente del vapore che le caldaie a condensazione affrontano il ruolo di strumenti di risparmio e ottimizzazione energetica.

La caldaia a condensazione, a differenza della caldaia tradizionale, può recuperare infatti una gran parte del calore latente e, utilizzando la sua particolare tecnologia, consente di raffreddare i fumi fino a farli trasformare tornando allo stato di liquido saturo.
Perché avvenga la condensazione del vapore occorre che esso si trovi ad una determinata temperatura con una certa pressione costante. La combinazione di temperatura e pressione, necessaria per condensare il vapore, prendono il nome di punto di rugiada che è definibile dunque come la temperatura alla quale il vapore acqueo raggiunge il punto di saturazione si condensa cedendo il suo calore.
I fumi vengono fatti passare in uno speciale scambiatore. In questo modo La temperatura dei fumi di uscita (40 °C) mantiene così lo stesso valore della temperatura di mandata dell'acqua nferiore ai 140/160 °C dei generatori tradizionali ad alto rendimento.

 

Le caldaie a condensazione, date le basse temperature di fuoriuscita dei fumi di scarico, utilizzano canne fumarie in acciaio inox o addirittura in plastica. Necessario per lo scarico dell'acqua acida di condensa è un tubo che convogli la condensa in un'apposita vaschetta di raccolta (pozzetto).
La norma UNI 11071 prevede la presenza di due impianti di smaltimento distinti: uno per eliminare la condensa proveniente dalla caldaia stessa ed uno per eliminare la condensa proveniente dal sistema di scarico dei fumi.

 

Con le caldaie a condensazione è possibile ottenere un risparmio che va dal 15 al 30%. Le prestazioni migliori si misurano sull'utilizzo per riscaldamenti di un edificio e quando vengono utilizzate con impianti che funzionano a bassa temperatura.
Se si affianca al sistema un impianto di pannelli solari, con un conseguente risparmio proveniente dall'utilizzo dell'energia solare si ottengono risparmi sull'ordine del 50-60%.


Grazie agli sgravi fiscali riconosciuti per l'installazione di caldaie a condensazione, si ottiene un ulteriore risparmio pari al 55%, sottoforma di detrazione fiscale IRPEF.


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